La ricerca
Leggo review site, seguo forum indie, guardo il Play Store categoria per categoria. Non ho sorgenti automatiche: è lavoro manuale ogni volta.
Sulla storia
Non un negozio, non un aggregatore, non un algoritmo. Una persona che gioca veri indie e sceglie quali raccontare.
Curatore, Milano · dal 2024
Gioco da venti anni. I primi dieci su console mainstream: tutto ciò che usciva a tutti dicevano di giocare. Gli ultimi dieci su indie: cercando storie che nessuno mi suggeriva, scoprendo che il meglio viveva negli angoli del Play Store.
Vanderclift nasce da una frustrazione: dove trovo quello che mi piace, se il motore di ricerca del Play Store dà tutto il peso al numero di download? La grande stampa gioca i titoli che i grandi studi mandano in review copy. Io no. Io cerco i giochi che il mercato non vede, che i creator non sponsor, che nessuno mi ha pagato per raccontare.
Ogni gioco in catalogo l'ho scaricato dal Play Store e giocato davvero fino in fondo, o tanto in fondo da capire se merita o no. Nessun trailer, nessun press kit, nessun "la comunità dice che...". Solo io e lo schermo.
Il nome non ha significato (lo ammetto). L'ho scelto perché suona come un luogo inventato, un videogame di nome in sé. Qualcosa che non esiste già, che è solo mio. In questo mondo di guide algoritmiche, volevo un nome che non fosse un brand noto.
Leggo review site, seguo forum indie, guardo il Play Store categoria per categoria. Non ho sorgenti automatiche: è lavoro manuale ogni volta.
Prendo il mio device (Pixel 6, niente emulatore) e gioco. Se mi annoia dopo 15 minuti non entra. Se mi cattura per ore, potrebbe essere lui.
Criterio unico: merita attenzione da qualcuno che non è un algoritmo? Se la risposta è sì, entra in catalogo.
La descrizione è onesta: cosa è bello, cosa non funziona, a chi non piacerà. Nessun gioco è perfetto per tutti.